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L' artiglio del tempo. Un mistero tra gli oscuri vicoli di Napoli
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Morena
(10/07/2025) -
Voto: 4/5
Una splendida amicizia tra un anziano e un bambino, un misterioso omicidio, un prete indagatore e la sua perpetua sono gli ingredienti perfetti di questo giallo ben riuscito.
Anna
(22/09/2023) -
Voto: 5/5
Un libro veramente molto bello che unisce gli elementi classici del genere al racconto di un'emozionante vicenda lontana nel tempo. Padre Raffaele ritorna tra i vicoli della Sanità e con lui sono pronti a indagare un ragazzino e l'irresistibile perpetua Assuntina. Consigliato!!!
P.
(05/09/2023) -
Voto: 5/5
Bellissimo. Emozionante e toccante. Un giallo appassionante e un saggio sulla shoa che riesce a far rivivere nel profondo la sofferenza di un popolo, la crudeltà a cui possono giungere gli uomini, le meravigliose, piccole scintille di solidarietà che riescono ad illuminare anche il buio più profondo. In tutto questo, la Sanità, con tutte le sue contraddizioni, che sono le stesse dell'animo umano. Un libro da non perdere.
@libro.maniaca
(24/07/2023) -
Voto: 5/5
Padre Raffaele è “un prete di frontiera”, uno di quelli che provano sempre a riparare alle ingiustizie, piccole o grandi che siano, soprattutto a quelle che si verificano nel rione Sanità, dove vive e lavora da qualche tempo. Non si tira certo indietro, dunque, quando ha l’opportunità di scoprire chi ha ucciso Samuele Serravalle, un cappellaio ebreo, un sopravvissuto, uno degli ultimi, che aveva provato da ragazzino l’orrore della deportazione, delle selezioni, della marcia della m0rte. Padre Raffaele è assolutamente convinto che le cause del suo assassini0 vadano ricercate nel passato. Eccolo allora alle prese con un’indagine che è anche un viaggio nel tempo, che parla di bombardamenti, rastrellamenti e delazioni e che proietta la sua ombra lunga ancora sul presente (il suo artiglio, diremmo). Nella finzione narrativa, i fatti storici vengono riferiti dai testimoni, attraverso ricordi personali, fotografie, documenti vari e così il lettore si trova a ripercorrere una pagina di storia che conosce, sì, ma mai abbastanza, e che resta una “vergogna per l’umanità”. Mentre cerca di venire a capo del delitt0, Don Raffaele è impegnato nella quotidiana battaglia contro la malavita della Sanità. Battaglia che per lui è tanto più difficile in quanto il boss, il capo dei capi, è niente meno che suo fratello Peppino. A lui lo lega un sentimento profondissimo e contraddittorio fatto di affetto, rabbia, nostalgia e incredulità. Una lotta tra bene e male -un male che si ripropone in forme diverse, ma costantemente nel corso della storia-, per lui piena di sensi di colpa, di bugie, di compromessi, ma animata sempre da intenti nobilissimi e comunque mai abbandonata.. Si tratta, quindi, di un libro che trasmette messaggi potenti, ma ha anche il pregio di farlo con immediata chiarezza. Proprio come Padre Raffaele che, dovendo parlare della Shoah ad un gruppo di bambini, “usava le parole più semplici che riusciva a trovare per spiegare i concetti più difficili”.
Eleonora Libri e Storie
(11/07/2023) -
Voto: 5/5
Chi ha letto Questioni di sangue, sarà contento di ritrovare i personaggi tanto amati e l’iconico quartiere Sanità di Napoli. Cos’hanno in comune un bambino napoletano e un anziano ebreo? Tra i due si è instaurato un rapporto di autentica amicizia. Samuele è uno degli ultimi sopravvissuti all’olocausto, nel 1943 perse tutta la sua famiglia, compresa la donna che amava. Di questo non ne ha mai parlato con nessuno, eccetto che col bambino, Antonino. Egli non esce mai dal suo vecchio negozio di cappelli, ma controvoglia viene convinto dal figlio a partecipare a una conferenza importante, durante la quale viene colto da un malore inspiegabile e pochi giorni dopo viene trovato morto nel suo ufficio, tutti pensano a cause naturali, eccetto Antonino, qualcuno ha ucciso il suo amico, se lo sente. Ma con chi può parlarne? Ancora una volta ritroviamo padre Raffaele e la sua perpetua Assuntina nella risoluzione di un caso che affonda i suoi artigli in un passato doloroso. Raffaele scandaglia tutte le ipotesi, va a trovare tutti coloro che potevano aver una connessione con Sam, ma c’è qualcosa che gli sfugge, è trascorso troppo tempo, chi poteva aver interesse a far del male ad un anziano? Tutt’al più che coloro che si macchiarono degli efferati crimini contro gli ebrei sono sepolti da tempo. Allo stesso tempo scopre delle storie di solidarietà e di ribellione, quando i napoletani scacciarono a forza il regime nazista dalla città. Ma Raffaele ha anche altri pensieri per la mente. I rapporti umani possono essere così complessi, intricati, a maggior ragione quelli familiari, e il prete si ritrova oppresso da mille dubbi che fanno capolino nella sua coscienza. Ha scelto una via, quella della giustizia, eppure si trova così ineluttabilmente legato al fratello che di fatto rappresenta tutto ciò che egli detesta e che combatte, sì perché Peppino è un camorrista, uno che per sopravvivere ha dovuto scegliere un’esistenza brutale, fatta di violenza, eppure egli lo ama...
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