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L' artiglio del tempo. Un mistero tra gli oscuri vicoli di Napoli
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Sabina
(22/06/2023) -
Voto: 5/5
Un libro che ho divorato in pochi giorni e che mi ha commossa tanto. Avevo già letto il precedente Questioni di sangue di Anna Vera Viva e mi è piaciuto ritrovare ne L'artiglio del tempo i personaggi più amati del precedente libro: padre Raffaele il parroco che non si ferma alle apparenze, la simpatica perpetua Assuntina che ogni volta ci fa venire l'acquolina in bocca con le sue pietanze e Peppino il boss del quartiere, nonché fratello ritrovato di padre Raffaele. Sempre ambientato a Napoli, l'autrice sa trasportarci magistralmente in questa città ricca di contrasti. Questa volta il mistero che si cela tra gli oscuri vicoli della città, si ricollega al periodo della seconda guerra mondiale. Il libro si snoda attorno all'amicizia speciale tra Antonino, bambino curioso e Samuele, l'anziano venditore di cappelli che viene ritrovato senza vita nel suo negozio. Per tutti si tratta di un incidente, dovuto alla veneranda età di Samuele, ma quei numeri tatuati sul braccio ricollegano ad un orrore impossibile da dimenticare. Antonino è l'unico custode del terrificante passato dell' anziano, non vuole credere alla morte naturale del suo amico e si confida con padre Raffaele. Per Antonino è un omicidio e Padre Raffaele, con la sua mente acuta e con le sue sensazioni, si troverà ad indagare in quel passato ricco di orrori, a raccogliere testimonianze di quel periodo oscuro: la persecuzione degli ebrei da parte dei nazisti. Un libro che scaturisce emozioni contrastanti: tenerezza per il sentimento puro tra Samuele e Miryam la fidanzatina dell' epoca, quella con cui varcò i cancelli di Auschwitz; rabbia e orrore nel rivivere cosa successe in quel periodo della guerra al popolo ebreo; un senso di impotenza per tutte quelle vite annientate; molta, molta commozione e un epilogo che fa pensare, tanto! L' autrice è magistrale nel raccontare con dovizia di particolari, soprattutto sa tenere incollati alle pagine senza punti morti. Un libro per quanto mi riguarda, imperdibile
Stefania
(18/06/2023) -
Voto: 5/5
"Perché lui sa che la storia ha tentacoli lunghi e che il male scorre in fiumi che giungono fino a noi." Anna Vera Viva ci regala una storia densa di fascino, di mistero, di passato e di vita. Il rione Sanità nasconde qualcosa di oscuro: un anziano ebreo viene trovato morto e un bambino, l'unico vero amico che l'uomo avesse, si rivolge a padre Raffaele per fare luce su ciò che è accaduto. Così il prete si troverà invischiato in una vicenda in bilico tra presente e passato, quel passato che ha scritto una delle più tristi pagine della storia e che ci riporta nella seconda guerra mondiale e nei campi di concentramento. Con una scrittura evocativa e dinamica l'autrice ci regala un romanzo noir ammaliante, emotivo e difficile da lasciare andare.
Antonia
(14/06/2023) -
Voto: 5/5
Un libro che si legge d’un fiato, e non solo per arrivare a scoprire la soluzione del caso, ma soprattutto per la fluidità dei dialoghi, per la scrittura dinamica e verace, dove passato e presente si alternano narrati con chiarezza di esposizione e con uno stile impeccabile e originale, facilmente riconducibile agli scritti precedenti dell’autrice. Scorrono davanti agli occhi del lettore, come in un film: la storia della persecuzione dei due ebrei, Samuel e Myriam, l’attualità con il negozio di Samuele che trascorre il suo tempo in compagnia del giovane Antonino, la vita frenetica del rione Sanità, la canonica di don Raffaele, un prete di strada sempre in soccorso ai bisognosi e in una lotta perenne fra il desiderio di giustizia e le sue ragioni del cuore e poi le incursioni della perpetua Assuntina con i suoi manicaretti, pronta a prendere tutti per la gola, ad accogliere i ragazzi della Sanità escogitando il modo di coinvolgerli e farsi coinvolgere nelle attività che più li attraggono, una donna semplice ma dal cuore grande, il volersi impicciare di tutto ha come fine quello di far del bene oppure di risolvere qualche “caso” Il racconto giallo cattura non solo per il mistero che lo avvolge, ma soprattutto per l’umanità che permea tutto il romanzo: i ricordi atroci legati alla Shoà e i tradimenti, ma anche i forti legami di amicizia e di affetto, il bisogno di giustizia che va oltre il lecito; i personaggi che appaiono quasi reali, sembra di conoscerli con i loro vizi e le loro virtù. In quest’ultimo racconto si aggiunge ai due protagonisti principali, Antonino, un ragazzino che diventa subito simpatico con la sua spontanea loquacità, sarà proprio lui che guiderà “gli investigatori” e sarà da sprone per la soluzione del mistero. Il coinvolgimento emozionale del racconto è davvero forte, ne consiglio vivamente la lettura!
amber_reading
(12/06/2023) -
Voto: 5/5
Un nuovo caso da risolvere, leggibile anche se non avete gustato il primo volume che però sarebbe un peccato per la “crescita” dei protagonisti. Questa volta tutto nasce dal bene e dal male, da una storia di vera amicizia e da figure losche ed egoiste mosse soltanto dai propri interessi. 🕎 Un mistero che coinvolge e cattura grazie al lato umanistico in cui è radicato. Passato e presente non soltanto si alternano… più passa il tempo e più i tempi andati influenzano e delineano quel che sarà il domani. 🕎 La scrittura è dinamica, profonda, verace e la vicenda, così come i suoi personaggi, assume una tridimensionalità calda e confortevole. Le figure principali confermano nuovamente la loro identità ben caratterizzata in modo da esaltarne vizi e virtù. Un contesto originale e ben strutturato in cui tutto è dosato senza eccessi inutili; con dialoghi scorrevoli e qualche momento di leggerezza si alternano le emozioni di figli che succedono ai genitori, di mancanze affettive incolmabili e di ingiustizie subite. 🕎 Un giallo fuori dagli schemi ordinari, che non ha bisogno di tanto sangue o di scene cruente per appassionare; un romanzo quindi alla portata di un campo più vasto di lettori anche per chi apprezza testimonianze, ricerche e ricordi legati alla Shoa. Non mancano i colpi di scena, gli spaventi e tratti a forte coinvolgimento emozionale. Un finale assolutamente chiuso per il caso in questione ma con un sapore in bocca ed un desiderio impellente di ritrovare questa penna ammaliante.
Vicky
(06/06/2023) -
Voto: 5/5
Ritrovare Padre Raffaele e Assuntina è una gioia. Antonino è il nuovo personaggio che spero di ritrovare. Non ho letto ma divorato il libro. Consigliatsia per l’ambientazione che per i personaggi. 10 e lode per l’autrice
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