Figlie del mare

Aldo (19/09/2018) - Voto: 2/5
Mi aspettavo tantissimo da questo libro, non vedevo l'ora che uscisse, ma quando l'ho letto sono rimasto molto, molto deluso. L'ho trovato assai commerciale, un calderone di cose messe insieme per raccontare una storia troppo importante, che non dico sembra passare in secondo piano, ma di certo avrei preferito venisse sviluppata in maniera più precisa. Certo, siamo davanti ai limiti del romanzo, ma credo che un impegno maggiore – considerando le radici coreane dell'autrice – fosse dovuto. Non lo boccio solo perché ha trattato un argomento poco noto, ma non lo rileggerei.
Patti (19/09/2018) - Voto: 3/5
La storia delle comfort women è, purtroppo, ancora poco nota, eppure si tratta di una pagina di storia recente che deve venire a galla, essere conosciuta. Quest'opera, pur essendo abbastanza commercialotta, ha concesso a molti di avere un'infarinatura del momento storico e, soprattutto, della condizione di schiavitù nella quale molte giovani donne, spesso poco più di bambine, costrette ad essere donne “di conforto” per i soldati. Alcune scene sono agghiaccianti, tremende da leggere, ma non possiamo far finta di niente: la conoscenza è la prima e più necessaria delle nostre armi per evitare che ciò accada di nuovo.
Laura (19/09/2018) - Voto: 3/5
L'argomento è certo poco noto, ma a questo libro va il pregio di averne parlato, anche se mi aspettavo decisamente qualcosa in più. L'opera mette insieme pezzi di un puzzle storico allargando la narrazione a macchia d'olio, mentre sarebbe forse stato più interessante per il lettore avere un quadro più preciso del periodo storico e di ciò che accadeva, della condizione della donna in generale e nello specifico delle comfort women. Lo stile molto semplice, la genericità della narrazione e dei contesti ne fa un libro troppo commerciale per i miei gusti, che lancia solo un rapido guardo sull'accaduto.
elisa (19/09/2018) - Voto: 5/5
il Giappone opprime tutti i paesi che invade, compresa l'isola di Jeju, dove vive un gruppo di haineo (pescatrici) con le loro famiglie. La madre ha messo in guardia Hana: mai parlare con un giapponese, mai stare da sola con lui. Eppure un triste giorno, sulla spiaggia Hana deve fare una terribile scelta: fuggire o salvare la sorellina. La sua scelta cambierà la sua vita ma segnerà anche inesorabilmente quella della sorella. Storia ispirata a fatti veri, alle comfort woman, le donne schiavizzate dai giapponesi nel '43. Ottimo libro dal punto di vista storico ma anche del dramma vissuto da quelle donne, rende loro giustizia. Consigliato.
Sara (18/09/2018) - Voto: 5/5
Questo libro mi ha appassionata moltissimo Personalmente non conoscevo niente di quelle vicende e crudeltà compiute dai militari gipponi nei riguardi delle donne coreane, ma sono contenta di aver conosciuto meglio una pagina terribile della storia mondiale. Le descrizioni sono molto suggestive e mi hanno coinvolta, perciò consiglio la lettura a chiunque sia appassionato di storia.