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La confraternita delle ossa. La serie di Radeschi. Vol. 1
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PAOLA LOREDANA RINALDI
(11/09/2016) -
Voto: 5/5
Enrico Radeschi, giornalista detective, abile smanettone informatico, sedicente latin lover , chef per necessità, innamorato di Milano, fa coppia con con Loris Sebastiani, vicequestore della Polizia, poliziotto sagace e deciso. E' appena passato Natale, ci si prepara ad accogliere il 2002 ma non pare che l'anno si aprirà sotto buoni auspici: in piazza Mercanti, poco distante dalla scrofa mediolanuta da cui il capoluogo lombardo prenderebbe il nome, viene trovato morto ammazzato un noto avvocato che, prima di morire, riesce e tracciare col proprio sangue un astruso simbolo. Sebastiani è precettato per l'indagine che si preannuncia difficoltosa e irta, ma anche Radeschi vuol dimostrare di essere un vero giornalista investigativo e così inizia un'avventura che si muove sul territorio di una città che troppo spesso è dimentica del proprio passato, una caccia all'uomo contro il tempo che coinvolge grandi nomi ma anche giovani bellocci e benestanti, vittime di una misteriosa donna da fatale sex appeal. C'è un legame tra le due indagini? Cosa rappresenta quel simbolo curioso (e fatevelo spiegare da Alberto Ferraro, il professore esperto di simboli che ha la scienza di Langdon ma una biografia e un accento più vicino a Franco Califano che a Tom Hanks? Personaggio fugace ma divertentissimo!) e chi c'è dietro questa benedetta (si fa per dire) confraternita che è legata all'inquietante chiesa di San Bernardino alle Ossa? Aggiungete poi un areo privato che si schianta sul Pirellone (la cronaca è nota, ma questa è fiction!) e avrete un quadro impreciso ma efficace delle sfide che offre il nuovo thriller di Paolo Roversi. Ovviamente c'è di più (le ricette di Radeschi e la sua ars amatoria - meglio le prime -, tantissime curiosità tutte vere su Milano, oggetti e abitudini dell'altroieri che sembrano lontane anni luce?), ma dovrete scoprirlo leggendo il romanzo: ritmo incalzante e una buona dose di suspense mista a una sana ironia vi renderanno l'impresa assai facile!
Giunia
(11/09/2016) -
Voto: 5/5
Ho letto "La confraternita delle ossa" in pochissimo tempo, catturata dalla metropoli milanese coi suoi mille misteri ed esplorandola a bordo della vespa del suo protagonista, Enrico Radeschi. Apparentemente il romanzo può ricordare Dan Brown con il suo "Angeli e demoni"; anche qui c'è una sorta di rompicapo legato ai luoghi del nostro sconfinato patrimonio artistico, anche qui c'è una catastrofe a livello mondiale da scongiurare architettata da una setta misteriosa, ma la vera marcia in più della Confraternita è il suo protagonista: Il simpatico e scanzonato Enrico Radeschi, nulla a che vedere con il borioso Robert Langdon (mi perdonino i fan di Brown!) Leggendo questo romanzo mi sono trovata catapultata indietro nel tempo, nel lontano ma non troppo 2002 e mi sono resa conto di quanto le cose sono cambiate in questi pochi anni. Le tecnologie che adesso diamo per scontate erano agli albori, ho provato nostalgia per il mio primo cellulare: un vero mattone, ma come ne andavo fiera! L'avvento dell'euro che ci ha colti tutti impreparati, la tragedia del Pirellone che ci ha fatto tremare, memori della catastrofe newyorkese? Insieme al protagonista ho apprezzato moltissimo il suo alter ego, il burbero ma onesto Loris Sebastiani, sempre pronto a perdersi con una bella donna come nel suo immancabile Pampero, sempre stressato e incavolato. Lo stile di Roversi è fresco e di facile lettura, dialoghi brillanti e una leggerezza di fondo che stempera le scene più violente. Consiglio la lettura di questo romanzo ovviamente a chi ama i thriller ma lo ritengo adatto a chiunque ami le storie avvincenti e allo stesso tempo ricche di ironia, con personaggi che creano dipendenza!
Salvatore Lecce
(11/09/2016) -
Voto: 5/5
La trama di questo thriller è ben intrecciata. La figura del doppio investigatore regge bene fino alla fine, regalando colpi di scena e accompagnando il lettore fino a un finale inaspettato. Il contesto è la parte che ho apprezzato di più. Una Milano d'altri tempi, quando si passava dalla lira all'euro, quando un velivolo si schiantava sul Pirellone. E poi la scoperta di posti oscuri sparsi per la città. I personaggi sono credibili, ognuno con un carattere diverso, qualcuno a tratti divertente. Ben delineata anche l'indole malvagia dei membri della confraternita. Infine i dialoghi: non banali né scontati. Il tutto per un giusto mix di adrenalina, suspense e un pizzico di ironia. Consigliato per una lettura di genere.
Michele Di Marco
(10/09/2016) -
Voto: 5/5
Per chi ancora non ha incontrato Enrico Radeschi e per chi già ha letto le sue avventure precedenti: che poi sarebbero quelle successive, dato che qui si raccontano le prime inchieste del giornalista-hacker in sella al Giallone. Per chi ama Milano, e vuole scoprirne qualche luogo segreto grazie a uno scrittore che la ama ancora di più. Per chi crede che anche in un giallo si possa utilizzare un linguaggio leggero, addirittura ridere un po'. Per chi riesce a divertirsi anche con i romanzi gialli di indagine, magari arricchiti da qualche digressione storica (no, non è Dan Brown, niente americanate). Infine, per chi sa che di Paolo Roversi e dei suoi romanzi ci si può fidare, e per chi invece desidera scoprire uno scrittore, non solo il suo personaggio. "La confraternita delle ossa" è imperdibile per tutti questi lettori: un libro legge gradevolmente - io l'ho divorato in un paio di giorni, non è facile interrompere la lettura - in cui si alternano momenti più riflessivi e scene che si susseguono a ritmo serrato, dissertazioni storico-religiose e colpi di scena da film di azione. E nel quale appaiono sulla scena - ripeto, si tratta di un prequel di altri romanzi e racconti - due personaggi, Radeschi e il suo antagonista-alleato, il commissario Sebastiani, che non si dimenticano.
Luca
(10/09/2016) -
Voto: 4/5
In quest'ultimo libro di Paolo Roversi si racconta la prima avventura di Enrico Radeschi, personaggio che compare in altri suoi romanzi e racconti precedenti. Questo romanzo è una sorta di "Angeli e demoni" alla milanese che, nonostante sia un po' discontinuo, si legge tutto d'un fiato: avvincente e allo stesso tempo pieno di riferimenti alla cronaca dell'epoca (siamo nel 2002), alla storia e alle tradizioni della città oltre che alle curiosità enogastronomiche.
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