Sotto mentite spoglie

Adriana (18/02/2026) - Voto: 4/5
Il vicequestore Schiavone sta invecchiando.
Tizi5 (13/02/2026) - Voto: 1/5
Quasi il libro peggiore, un Rocco Siffredi Schiavone che sembra più un capo maranza che un tutore della legge. Personaggi che sono delle macchiette senza essere divertenti. Un libro inutilmente lungo e noioso. Più che un romanzo sembra una sceneggiatura per ricavarci un paio di puntate per una fiction televisiva.
Silvana (16/01/2026) - Voto: 5/5
Sempre una garanzia di un buon giallo mai banale. Sono curiosa di conoscere il nuovo personaggio appena nelle ultime pagine. Suspance nella suspance
Francesco (11/01/2026) - Voto: 4/5
La prosa è gradevole, come al solito, anche un po’ di più. Si conferma un Rocco Schiavone capace di umanità profonda mascherata da una spessa scorza da burbero. Più che il caso in sé sono gradevoli le innumerevoli digressioni: è simpatico che abbia strizzato l’occhio ai lettori che conservano reminiscenze del liceo, tipo Ugo Foscolo, Kant, Dioniso, nonché accenni all’arte “è come chiedere a Cezanne di pitturare il muro” e via citando. Più seccanti le innumerevoli volte che si mangiano le paste di Deruta. Un complimento a Lupa, che è proprio una brava cagnolina. Il caso si trascina per per l’80% del libro ed è un po’ troppo dilato: 550 pagine sono tantine e veramente auspico che Manzini non si sia fatto contagiare dalla linea americana per la quale se i libri hanno meno di 500 pagine non si vendono.
Marco (05/01/2026) - Voto: 5/5
Nove autori su dieci vincono anche concorsi letterari famosi, vengono osannati dalla critica, vengono proposti dalle rubriche letterarie, vincono persino Nobel per la letteratura... e poi quando leggi i loro libri ti accorgi di aver buttato i tuoi soldi, per il semplice motivo che sono di una NOIA MORTALE, tanto che, qualche volta, li ho letti fino a metà, nella vana speranza che ad un certo punto migliorassero.... e poi li ho gettati via. Con il dubbio se gettarli nella carta o nell'indifferenziata... Sono i libri per cui la gente non legge o smette di farlo (e gli esperti si chiedono chissà mai perchè, senza pensare che uno legga anche per svagarsi e non solo per cercare di capire i problemi di vita e psicologici, passati o presenti, o di conoscere la storia della vita dell'autore). Poi ci sono quegli autori che appartengono alla seconda categoria: quelli che forse non vinceranno un Nobel, quelli che sono un godimento già dalle prime pagine e che non riesci a smettere di leggere, come tutti quelli di Alessandro Manzini e questo libro come i precedenti non si smentisce... e ti fanno ringraziare di amare la lettura...