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Sotto mentite spoglie
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silvana
(18/11/2025) -
Voto: 5/5
Trama complessa, avvincente. Anche le emozioni dei personaggi, la stanchezza di Schiavone sono espresse in maniera convincente e comprensibile. L'ho molto apprezzato.
Riccardo
(16/11/2025) -
Voto: 3/5
Titolo azzeccato, carico di significati. Belle le pagine in cui Rocco Schiavone, anima aperta e cuore in mano, parla con le due donne delle quali si sarebbe potuto innamorare. Un ottovolante di dialoghi, dinamiche ben oliate fra personaggi, protagonisti e secondari, indagini (due). Un ottovolante che si arrotola su se stesso, perde un poco quota. Ma vale il prezzo del biglietto.
Pablo
(15/11/2025) -
Voto: 2/5
Seguo la serie Schiavone sin dall’inizio , ne apprezzo molto la aderenza con cui sono realizzate le serie televisive , ormai nella lettura rivedo i peesonaggi televisivi . Dopo , ahimè , un certo periodo di stanca culminato con l’orribile ‘ riusciranno i nostri eroi….’ , l’anno scorso ne è nuovamente uscito una o, a mio giudizio, bellissimo . Che, oltretutto, lasciava presagire un futuro di altrettanto altissimo livello , Tutta la storia di Sandra , il coinvolgimento profondissimo di Rocco, i suggerimenti di Marina, lasciavano presagire una svolta importante ….che non c’è stata . Forse lo stesso autore l’aveva prevista , ma poi tra il reinventarsi in parte Schiavone e mantenere il consueto annoso o noioso trantran ha scelto la via più facile… Peccato, perché credo che la serie avrebbe potuto avere nuova linfa e ri- decollare , e non trascinarsi stancamente su modelli confortanti ma stancamente ripetitivi . E invece. La vicenda Sandra e’ liquidata malissimo, e meno male che almeno Marina non si fa più vedere . Manzini scrive sempre molto bene, ma anche le vicende poliziesche mi sono sembrate più ingarbugliate del solito, troppi personaggi comprimari abbastanza inutili , una soluzione non del tutto convincente . Peccato . Due stella come media tra la vicenda personale (una) e quella poliziesca (tre) .
MASSIMO
(13/11/2025) -
Voto: 3/5
La sensazione ( già avuta nell'ultimo romanzo di Sciavone ) si conferma...La stanchezza prevale sulle situazioni ormai prevedibili e logore, lo stesso vicequestore sembra sempre più lontano dalla realtà ( sua e nostra ) , insomma pur restando una lettura sempre gradevole la freschezza dei "vecchi" tempi sembra scomparsa. Credo che siamo alla fine del ciclo, per quanto mi riguarda con questo romanzo mi accommiato definitivamente da Schiavone per non alterare il suo bel ricordo,
Massimo
(10/11/2025) -
Voto: 4/5
il testo contiene due vicende, una rapina in banca con presa di ostaggi e il ritrovamento di un cadavere in un lago alpino; la prima è risolta presto, con Schiavone beffato dai rapinatori e poi abile a risolvere in fretta il caso; il secondo si presenta complesso fin dall'identificazione del cadavere. Ai due casi si aggiunge la scomparsa di un chimico, dipendente di una importante azienda della valle; a un certo punto i tre casi finiscono intrecciati tra loro e non sarà facile trovare le linee di contatto e continuare le indagini. Nei gironi che precedono il Natale l'umore di Schiavone non può essere dei migliori, tra i casi che si sovrappongono e l'atmosfera natalizia. Manzini è bravissimo a restituire i suoi personaggi "televisivi" e a caratterizzarli in una sorta di balletto continuo. Il libro è confortante per chi ama Schiavone e vuole ritrovare le solite atmosfere e i soliti caratteri.
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