La sposa normanna

giulia (18/10/2005) - Voto: 5/5
…da monaca, suor Maria Veronica, a regina e mamma: Costanza d’Altavilla. Nel nome un destino! Sbiadita e feroce la figura di Enrico VI, la matta bestialità, direbbe padre Dante. E’ una delicata, tenera, appassionata ricostruzione di un come e di un quando. Le della Storia, che giacciono polverose e spesso coperte di oblio nei documenti, si animano, prendono vita dalla linfa della scrittura del romanzo “storico” che ricrea, come per magia, ambienti di corti, di conventi, scenari di intrighi, di strade di antiche città, di cattedrali, di borghi sperduti tra gli Appennini: un caleidoscopio multietnico, precursore di moderni, ahimè, modi di essere… qualche medievista potrebbe approfondire la questione del rapporto tra “verità storica “ ed invenzione e del sesto senso che porta chi scrive romanzi con la Storia o ne fa del cinema a raggiungere ipotesi di realtà, assai probabili . E’ un po’ quello che, secondo il medievista Raffaele Licinio dell’ Università di Bari e Foggia, succede con il film “L’armata Brancaleone”che appare molto vicino a ciò che realmente potrebbe essere stato il vero Medioevo. Attraverso la scrittura, avvincente ed ammaliante, mi sono continuamente chiesta, e mi piacerebbe che l’ autrice mi confidasse, quanto e cosa di ciò che dice appartiene alla Storia e quanto e cosa al suo magico intuito di scrittrice al femminile. Avevo incontrato fugacemente nei miei studi storico-letterari Costanza d’Altavilla, avendo approfondito soprattutto quella di Federico-Costantino. Ora, grazie a Carla Maria Russo, è divenuta un’ icona, una madonna del Sud e mi risulta una piacevole ed imprevedibile scoperta. Ho pianto leggendo le pagine del suo “volo- dipartita” e di come lo fa vivere al suo piccolo grande Costantino di appena tre anni! Che forza-coraggio nell’imperatore-bambino, un Altavilla non un Hoenstaufen, un italiano non un tedesco! Ringrazio l’autrice per il tempo piacevole che ho trascorso in sua compagnia.
Giovanni (18/10/2005) - Voto: 5/5
Suor Maria Veronica – Costanza d’Altavilla e Costantino – Federico: due figure storiche, quattro protagonisti del racconto avvincente, ammaliante, appassionato di Carla M. Russo. Quattro protagonisti, certo, ma un solo primo attore: il bimbo, l’erede che deve nascere, che non nasce, che nascerà, che nasce finalmente ed occupa tutta la scena narrativa…. Anche quando non è presente… Intrighi, sferragliare di armature, galoppo di cavalli, canti guerreschi e strepiti di mercenari teutonici, scenari da fiaba che evocano colori e profumi orientali, sono il condimento sagace di una “sceneggiatura” che affascina e cattura il lettore fino all’ultima pagina che non si vede l’ora di raggiungere per vedere come va a finire, ma non si vorrebbe mai voltare per non abbandonare al destino il piccolo re, al quale non puoi non affezionarti. E….nell’attesa (e speranza) di una “prossima puntata” da parte della bravissima autrice, è impossibile non correre in libreria ( o biblioteca di casa, se – come nel mio caso – qualcosa sull’argomento si ha già…) per interessarsi alla biografia di Federico II.
agostino (24/07/2005) - Voto: 5/5
Carla Russo ha sicuramente supportato questo romanzo storico con un'attenta e precisa ricostruzione storiografica degli eventi. La narrazione è coinvolgente, senza indulgere in eccessivi romanticismi, puntando soprattutto sulla descrizione psicologica dei personaggi principali. Bellissima Costanza, perno di tutta la narrazione, donna "debolmente fortissima" che trova nella nascita del figlio la gratificazione per tutte le umiliazioni e violenze subite. Anche i "cattivi" sono descritti con efficacia ed appare evidente la metafora con tipologie del carattere umano che non hanno collocazione temporale. La storia e la figura di Federico II crescono pagina dopo pagina e non stonano alcune note umoristiche come le parolacce in siciliano, che sottolineano la compenetrazione del nobile con il popolo che lo ha allevato e difeso. Il libro è una piacevole lettura non solo per gli adulti ma anche per i ragazzi che hanno così la possibilità di aprire gli occhi su un periodo storico lontano e scarsamente oggetto di attenzioni scolastiche.
Alessandro (28/06/2005) - Voto: 5/5
Un Romanzo vero, solido, con tutte le caratteristiche che a questo genere si richiede e con ingredienti attentamente dosati da quel “mago-farmacista” che dimostra di essere l'Autrice. Non era semplice districarsi in una storia così coinvolgente e certo minori difficoltà avrebbe presentato la scorciatoia di utilizzare facili e scontati espedienti narrativi. Un grammo in più o in meno di avventura, di intrigo, di sentimento, di ironia, di suggestione, di dolcezza, di amore struggente, di sorpresa e la solida e documentata impalcatura narrativa sarebbe crollata come un castello di carte. Un romanzo che dimostra quanto possa essere assolutamente godibile e avvincente questo genere letterario che a volte tende ad allontanarci nel timore di trovarsi tra le mani un noioso ed illeggibile trattato di cui avremmo fatto volentieri a meno. Una storia che può essere intesa a vari livelli di lettura, che sicuramente affascinerà i ragazzi per l'avventurosa trama, così come sorprenderà ed emozionerà seriosi lettori generalmente poco avvezzi a lasciarsi andare a facili commozioni. Una di quelle volte in cui, terminato il libro, posati gli occhiali, tornati nel mondo reale dopo la totale immersione nelle appassionanti vicende in cui siamo stati trasportati, ti rammarichi di non conoscere l’autore, così, anche solo per ringraziarlo.
Luciana G. (26/06/2005) - Voto: 5/5
Storia avvincente, piena di intrighi e di lotte di potere, si legge tutto d'un fiato. Costanza d'Altavilla personalità di grande spessore ne esce vincente in quel difficile mondo medievale in cui la donna serviva solo per la continuità dinastica. Di grande impatto emotivo le ultime parole rivolte al figlio tanto amato: " quando avrai paura ricordati di essere un Altavilla......" Piacevole la lettura e ben documentata la storia che consiglio a chi ama questo genere letterario.