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L' arte della gioia
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Francesca
(29/12/2013) -
Voto: 4/5
Bella saga famigliare raccontata lungo circa sessant'anni di vita della protagonista, Modesta, di nome e non di fatto. Una donna eccezionale, una figura intensa ed epica che attraversa varie vicende e generazioni nella Sicilia di inizio '900. Lo sguardo di Modesta, senza ipocrisie, ci racconta di amore, di rapporti umani, di politica, di pregiudizi in un romanzo concreto e realista.
Mirtilla
(07/08/2013) -
Voto: 5/5
Se cercate una saga familiare che spazi dai primi del novecento per una sessantina di anni, ambientano in Sicilia, con stretti riferimenti storico-politici e con una protagonista non convenzionale (dato il periodo) questo è il libro che fa per voi. Già dal nome della protagonista (Modesta), il libro mostra la sua contraddizione; subito dalle prime pagine troverete che Modesta è tutto tranne che modesta e convenzionale! Nonostante le umili origini Modesta sa benissimo come arrivare allo status di principessa e capisce subito l'importanza della cultura soprattutto per essere rispettata come donna. Prosa inframmezzata da linguaggio siculo (del tutto comprensibile) che nulla toglie alla piacevolezza della lettura, anzi rende più vero il personaggio. Probabilmente non a livello de "La storia" di Elsa Morante ma ci è molto vicino; una piacevolissima scoperta per chi come me ama il genere.
valeria
(02/02/2013) -
Voto: 1/5
Questo romanzo e' una solenne fregatura. Un caso letterario montato ad arte non si sa da chi ne' perche'. E' raro che io molli un libro a meta' (ebbene si', mi sono sforzata di arrivarci, a meta'), ma non capisco proprio dove questa autrice voglia andare a parare. Soprattutto non e' una scrittura di qualita', l'ho trovata molto dilettantesca, sciatta anche se con velleita' da alta letteratura', per non parlare dei dialoghi che sono spesso francamente ridicoli. Trama assurda, con colpi di scena degni di un feuilleton di serie B. Brutto brutto. Mai piu' Goliarda Sapienza.
Maria Luisa Valeri
(07/09/2012) -
Voto: 5/5
Romanzo ampio, complesso e decisamente avvincente, che io, personalmente, avrei intitolato "L'arte della libertà", perchè è proprio alla ricerca di questo valore che la protagonista, Modesta, vota la sua intera esistenza. Aldilà delle posizioni ideologiche e delle questioni etiche, riconosco alla figura di questa donna siciliana, in bilico tra un disperato bisogno di calore umano e la ferrea volontà di sfuggire ad ogni conformismo,un fascino magnetico, che rimanda direttamente alla grandissima personalità dell'Autrice.
Dafne Suarez
(02/08/2012) -
Voto: 3/5
In questo romanzo di formazione c'è di tutto: vita e morte, amore e odio, erotismo e polica e poi l'amore, "droga più potente della morfina e della religione". Modesta, la protagonista, è donna disinibita e mascolina, signora emancipata e capace, arguta e verace. Donna dotata di grazia imponderabile, vitale ed evoluta, libera da qualsivoglia dipendenza: religiosa, amorosa ed economica. Una caparbia femminista che vive fino in fondo la sua vita, le sue mille vite, muore e rinasce partorita da se stessa. Con il suo grande carisma riesce a sedurre chiunque le si avvicini, a stregarli e manipolarli a suo uso e consumo. Ma è anche una donna che si circonda di tanti bambini legittimi o meno, crea una famiglia allargata e solida. Una donna intelligente che si reinventa ogni volta, che non si spezza mai che con gli anni non invecchia, ma evolve e migliora fino alla fine, come le persone intelligenti si mette in discussione e gioca sempre la sua partita, le sue carte vincenti. Modesta prende la vita a grandi morsi, l'assapora e ne individua gusti e retrogusti. Ammetto che talvolta ho trovato la costruzione del personaggio incoerente a livello psicologico, a tratti diabolica e a tratti dolcissima, spietata assassina, capace allo stesso tempo di affezioni e passioni smodate. tuttavia la protagonista non è sempre credibile, ha troppi ruoli, una vita densa, piena, colma, forza il destino, ne combina troppe e con troppa leggerezza, e ne subisce altrettante. Alcuni dialoghi sono estremamente stucchevoli, la fine del testo è meno scorrevole e si fatica quasi a portarlo a termine... Checché se ne possa dire, questo romanzo è scritto col cuore, d'istinto, e va bene così, anche se non incontrerà il favore di tutti, è un buon libro.
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