L' Agnese va a morire

Chiara (12/05/2020) - Voto: 5/5
Anche se si sa come va a finire "L'Agnese va a morire", non si può fare a meno di divorare questa storia e sperare in un miracolo fino alla fine. Agnese è un personaggio che sorprende: non mi sarei mai aspettata il suo coraggio, la sua forza. Impossibile dimenticarla e impossibile dimenticare questo meraviglioso romanzo.
vale (11/05/2020) - Voto: 5/5
uno dei miei libri preferiti di sempre. consigliatissimo
Recensione a cura del BLOG erigibbi.it (11/05/2020) - Voto: 4/5
Per farvi capire cos’è L’Agnese va a morire di Renata Viganò, vincitore del Premio Viareggio 1949, mi servo delle parole scritte da Sebastiano Vassalli nell’introduzione: Un documento prezioso per far capire ai più giovani e ai ragazzi delle scuole che cosa è stata la Resistenza: una guerra di popolo, la prima autentica guerra di popolo della nostra storia. Oserei dire che L’Agnese va a morire è un documento prezioso non solo per i più giovani. Sempre di più trovo che le persone abbiano un’idea sbagliata della Resistenza, un’idea legata più alla politica che ad altro. L’Agnese di cui il libro parla è una donna di una certa età, dal cuore affaticato; una lavandaia che lavora anche per il marito, Palita, che essendo di salute cagionevole non ha le forze per poter lavorare. L’Agnese è una donna sovrappeso, umile, una di quelle signore che se le incroci per strada manco ci fai caso. Ma è la stessa donna che decide di ribellarsi quando i tedeschi gli portano via il marito perché comunista. Ed è la stessa donna che decide di diventare in tutto e per tutto una partigiana quando un tedesco gli uccide la gatta nera, tanto amata da Palita. L’unica cosa che gli restava di lui, oltre ai ricordi, oltre all’amore. Si ha la sensazione, leggendo, che le Valli di Comacchio, la Romagna, la guerra lontana degli eserciti a poco a poco si riempiano della presenza sempre più grande, titanica, di questa donna. Come se tedeschi e alleati fossero presenze sfocate di un dramma fuori del tempo e tutto si compisse invece all’interno di Agnese, come se lei sola potesse sobbarcarsi il peso, anzi la fatica della guerra. Collegare la Resistenza e i partigiani a un’idea politica è sbagliato, e Agnese ce lo fa capire molto bene. Lei di politica ne sa ben poco, forse nulla, non è questo che la muove; nella sua semplicità però Agnese sa benissimo cos’è bene e cos’è male, e quello che i tedeschi hanno fatto a suo marito (e a tante altre persone) e anche alla sua gatta [continua sul blog]
giorgio g (03/05/2020) - Voto: 5/5
“L’Agnese va a morire” è proprio un bel libro. Peccato non averlo letto prima! Agnese fa la staffetta per i partigiani e poi spacca la testa ad un tedesco e, di conseguenza, si aggrega ad una formazione partigiana del Delta del Po. E la Rina si sposa in una notte illuminata dai bengala ed il proclama del generale Alexander che invitava i partigiani ad andare a casa ed i bombardamenti alleati e il passaggio attraverso un campo minato. Una frase: “Ogni uomo, ogni donna poteva essere un partigiano, poteva non esserlo.”
serafini lino pasqualino (10/02/2020) - Voto: 5/5
sicuramente uno dei più bei libri. sulla resistenza, che siano stati scritti