Memorie di Adriano. Seguite da Taccuini di appunti

sarah (01/03/2021) - Voto: 1/5
pur se annoverato nell’elenco dei libri da leggere almeno una volta nella vita, l’ho trovato troppo lento e poco entusiasmante. Troppo pacato, non rende giustizia alla grandiosità, all’estro e al tormento interiore di questo personaggio storico, politico e prima di tutto uomo di cultura.
sonia (17/02/2021) - Voto: 5/5
Marguerite Yourcenar ha qui scritto direi il suo libro più profondo, più esistenziale. Nel racconto della vita di Adriano si incontra filosofia, politica arte del vivere. Assolutamente da leggere
Luca Bidoli (21/01/2021) - Voto: 5/5
Non sono poi molti, o così numerosi i libri, specie di letteratura, che mi hanno accompagnato dalla giovinezza alla piena maturità. Questo è uno di quelli, rari, che si modificano e che mi modificano, ad ogni nuova lettura, quasi a scandire i ritmi non solo biologici, ma di una continua educazione interiore e sentimentale. Pensavo di incontrare un imperatore antico, ho ritrovato un uomo ed in esso parte di ciò che sono, della mia fragilità, della mia incompletezza. Bello, da viverci accanto.
Flavia Buldrini (12/11/2020) - Voto: 5/5
Questo libro, attraverso un’epistola rivolta a Marco Aurelio, tenta di ricostruire la vicissitudine umana dell’imperatore Adriano, noto come artefice di un regno di pace e cultore dell’arte. Avvalendosi del vero storico e di quello poetico, secondo la “ricetta” manzoniana, la fantasia sopperisce ai documenti e ai dati biografici attestati anche da iscrizioni, sculture, epigrafi. L’autrice conduce un lavoro meticoloso di anni, tra manoscritti dati alle fiamme e poi corretti, come ella stessa descrive nella nota. Ne emerge l’anima di Adriano, coraggioso condottiero che ha conquistato i suoi titoli e la sua autorità in gran parte sul campo militare, nelle lunghe trasferte in Antiochia, Egitto, Palestina e che soltanto mentre si appresta ad attendere la morte trascorre i suoi ultimi giorni nella lussureggiante villa di Tivoli. È molto vicino alla cultura greca, amante del teatro, della musica, della poesia, ciò che è in controtendenza con la mentalità romana. È innamorato dell’estetica: “mi sentivo responsabile della bellezza del mondo”, così da condurlo a svariati amori, il principale dei quali, quello per il giovane Antinoo, ha un epilogo tragico, con il suicidio del ragazzo come una sorta di sacrificio, ciò che lo getterà nello sconforto. Per garantirgli l’immortalità lo farà imbalsamare e istituirà un culto in suo onore, commissionando artistiche figurazioni. Affiora l’animo dolente di Adriano che negli ultimi tempi, avvertendo il tedio, tenta di togliersi la vita, ma poi si rassegna di fronte alla volontà della sua corte che non accetta ciò, tanto che un medico preferisce uccidersi piuttosto che obbedire a un tale comando. Come racconta al suo figlio adottivo Marco Aurelio, destinato al trono dopo di lui, ora la sua vita trascorre nella paziente attesa della morte, su cui è spinto sempre più a meditare: “Piccola anima smarrita e soave, compagna e ospite del corpo, ora t’appresti a scendere in luoghi incolori, ardui e spogli, ove non avrai più gli svaghi consueti."
andrea.dalessiovianello (04/11/2020) - Voto: 4/5
Non l'ho ancora finito di leggere, ma posso dire in ogni caso, che ti accompagna in un lungo ed interessante viaggio nella storia della Roma imperiale. Usi e costumi di un imperatore che ci dona il racconto delle sue gesta ad onor della conoscenza della grandezza di Roma e del suo impero.