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L' uomo verticale
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Francesco
(15/01/2011) -
Voto: 5/5
A dir poco splendido! La capacità di Leonardo di partorire delicati squarci di bellezza in questo scenario terrificante fa tremare. Bellissima l'immagine di un folla di uomini e donne che sulla spiaggia, alla luce di un falò, ascoltano da Leonardo storie provenienti da tempi e luoghi ormai sconosciuti, ritrovando in esse il mistero della vita. E' il potere terapeutico della letteratura! Un libro che tutti dovrebbero leggere!
cristiano
(04/01/2011) -
Voto: 4/5
libro interessante anche se richiama in parte "la strada"di mc carthy.chissà se potrebbe essere cosi devastato il futuro della nostra "civiltà" in caso di un qualche evento catastrofico.la violenza e la litigiosità sono caratteristiche umane da non sottovalutare.
Stefania
(10/11/2010) -
Voto: 5/5
Che bel libro! La storia, sorprendente, commovente e che fa riflettere. Nonostante i richiami a La Strada affronta un aspetto nuovo, diverso, di crescita personale e di rifiuto del protagonista di farsi invischiare in un meccanismo di violenza e orrore. Con una speranza quasi accecante: mantenersi integri, intatti, saldi ai propri ideali e salvarsi la pelle è possibile, anche in mezzo al caos totale. Ho poi apprezzato tantissimo la scrittura, che muta con il protagonista: prima distante, lontana, quasi assente, ocme se le cose fossero viste da un canocchiale al contrario; poi lentamente vicina ma mai invasiva, sempre un po' raccolta, intima. Davvero un bel libro.
mytom
(13/09/2010) -
Voto: 5/5
Gran bel romanzo questo L’Uomo Verticale di Davide Longo, giovane scrittore italiano che – devo ammetterlo – non avevo mai sentito nominare, e di cui sono venuto a conoscienza grazie a una breve recensione pubblicata da Giuseppe Genna nel suo Blog. L’Uomo Verticale somiglia a una sorta di prequel italico de La Strada, il capolavoro apocalittico scritto da Cormac McCarthy. Anche qui non si capisce quale catastrofe o quale sconvolgimento politico o sociale abbia fatto precipitare gli eventi, chi o che cosa abbia condotto l’Italia a diventare una terra in preda alla barbarie, alla disperazione e al degrado. Qualcosa si intuisce, ma da’altra parte come in La Strada, non è importante cosa sia successo prima, ma come abbiano reagito i protagonisti del racconto dopo. Il protagonista del romanzo è uno scrittore e docente universitario, una persona mite la cui esistenza è stata macchiata da uno scandalo che ha distrutto la sua famiglia. Dopo alcuni anni passati in solitudine nel suo piccolo paese d’origine, Leonardo, antieroe per antonomasia, si troverà ad affrontare situazioni terribili. Ritroverà una figlia dalla quale si era allontanato anni prima, e dovrà cercare di difendere lei e il suo ambiguo fratellastro adolescente da situazioni di violenza estrema, in una escalation continua che accompagnerà il lettore verso un finale poetico e commuovente. Se La Strada di McCarthy è un capolavoro, e lo è, L’Uomo Verticale di Davide Longo è un piccolo/grande gioiello della narrativa italiana contemporanea, al quale auguro un meritato successo internazionale.
marco
(10/09/2010) -
Voto: 2/5
La storia non è originale, tuttavia all'inizio il libro ti prende e promette un gran bene. Poi a un certo punto si incarta e si trascina stancamente verso un improbabile e noioso finale. Poteva essere altro, peccato.
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