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Cose che non si raccontano
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Scarlett
(17/07/2024) -
Voto: 3/5
Il libro merita attenzione e rispetto per la vicenda umana vissuta in prima persona dall’autrice. Lo stile è diretto, una lingua parlata informale. Non vi sono grandi espedienti narrativi , ma se l’argomento interessa si legge tutto d’un fiato ed è impossibile non empatizzare con l’autrice/protagonista.
Siamosolostorie
(14/06/2024) -
Voto: 1/5
È uno sfogo ripetitivo, ridondante di una persona che non ottiene quello che vuole, quando lo vuole e come lo vuole. Si parla di figli non delle tende di casa. Non assomiglia lontanamente ad un Libro. Abbandonato, non lo finirò.
Roberta
(10/06/2024) -
Voto: 5/5
Una lettura terminata in poche ore, che mi ha fatto piangere, che mi ha fatto pensare: 'ok, fermati. Hai capito cosa è successo?' Forte, prepotente, vero, spontaneo. Antonella Lattanzi riesce ad arrivare sotto la pelle, dentro al cuore e fa esplodere il cervello perché mentre si legge, si pensa, ci si immedesima, ma si capisce anche che solo chi c'è passato può capire.
Astrea
(28/05/2024) -
Voto: 3/5
L'INCONSCIO ecco il grande assente di questa storia di super-io. Mi sembra che la donna, afflitta da un gigantesco super-io che la indirizza potentemente nelle scelte, affidi il suo desiderio di maternità a complessi e tortuosi meccanismi in cui si infila, come nelle tragedie greche, la sorte malvagia e ria. Così si costruisce, tra caso, destino e scelta, una storia veramente disperata e annichilente. Non so cosa accadrà di questa donna, se continuerà a perseguire i suoi accanimenti di scrittrice e madre, o si affiderà fatalisticamente alla sorte che alla fine le sorriderà.... La scrittura breve e rapida ha quella efficacia standard ormai perseguita da tutte le scrittrici, che le rende sostanzialmente indistinguibili.
cento_book
(27/04/2024) -
Voto: 4/5
Cose che non si raccontano di Antonella Lattanzi (Einaudi, 2023) non è per niente un libro semplice. Non è un libro che consiglierei. Non è un libro che pone filtri. E’ un libro confessione, memoria, catarsi verso un desiderio di maternità che diventa un’ossessione. Antonella ha sempre voluto e fa la scrittrice, ma i figli quando arrivano? E agli amici e alla società come glielo spieghi che sei già in età adulta e ancora non hai prole? Per Antonella non è mai il momento giusto, ci sono gli amici, i viaggi, la scrittura, un compagno (a cui dovrebbero fare una statua, visto che nel romanzo viene più volte bistrattato). Lei reduce già da due interruzioni di gravidanza sente che è arrivato il suo momento, ma quando il momento è giusto per te non sempre lo è per il corpo. E da qui inizia un viaggio vorticoso negli abissi oscuri della vita, della lotta, del dolore e dei sensi di colpa che Antonella, prima che scrittrice e moglie, mette su carta senza risparmiare nessun dettaglio. Forse troppo, senza contenere l’argine della scrittura prorompe sulle pagine e affida il dolore di una donna ai lettori. E’ un gesto disperato raccontare il proprio vissuto come un resoconto che forse ha l’obiettivo di conciliazione con se stessi, di catarsi.
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