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Cronache di poveri amanti
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Luca Aquadro
(19/07/2021) -
Voto: 4/5
Provate a cercare "via del Corno Firenze" su "Google" e poi andate su "Immagini". Date un'occhiata ai primi tre o quattro risultati e ricaverete diverse informazioni: da un lato scoprirete che questa via esiste sul serio e che in essa Vasco Pratolini "visse per alcuni anni", come recita una targa posta dal Comune di Firenze nel 2013; dall'altro avrete la sensazione che, pur essendo "Cronache di poveri amanti" ambientato tra il 1925 e il 1927, la via non sia poi così cambiata nel corso dell'ultimo secolo. Due particolari, tra gli altri, ritrovo nelle immagini di oggi: il fatto che la via sia davvero molto stretta, "lunga cinquanta metri e larga cinque (...) senza marciapiedi (...) Il piano stradale è lastricato e leggermente concavo: lo scolo avviene attraverso dei tombini situati al centro" (p. 11); e il fatto che a un'impressione generale di assenza di figure umane faccia da contrappunto un gran numero di finestre con le imposte semichiuse. E così, cedendo alla tentazione di passare dal dato grezzo ai voli della fantasia, è bello pensare che dietro quelle timide aperture si nascondano i fantasmi letterari degli Angeli Custodi, "quattro fanciulle, all'incirca della stessa età (...) cresciute, uscio ad uscio, nelle case di via del Corno" (p. 17) o il profilo severo e misterioso della Signora, padrona del quartiere, dai "capelli intensamente neri, lisci e luccicanti" (p. 28) o l'eco dei colpi di martello del maniscalco Corrado detto Maciste, "un giustiziere e un moralista" (p. 103) le cui idee socialiste gli costarono la vita. Che cosa rimane a distanza di un secolo del microcosmo narrato nel romanzo corale di Pratolini? Forse di via del Corno nulla se non gli edifici; ma dell'Italia degli anni Venti ancora molto, come ad esempio, seppur stemperato e ridotto in farsa, l'eterno dualismo rosso-nero tra una sinistra idealista e perennemente minoritaria e una destra violenta e inadeguata e il grigio di una maggioranza silenziosa e ondivaga. Poveri amanti o povera Italia?
Raffaele
(09/04/2021) -
Voto: 5/5
Sarà impossibile dimenticare via del Corno con tutti i suoi meravigliosi "cornacchai", impossibile dimenticare Aurora, Bianca, Clara e Milena, i suoi teneri Angeli custodi o l'eroico Maciste con il suo sidecar; certi libri non dovrebbero finire mai. Un bellissimo romanzo dolceamaro che tocca i sentimenti e coinvolge fino all'ultima pagina.
Luca
(25/11/2020) -
Voto: 5/5
Un romanzo corale stupendo, che rappresenta in modo mirabile, a tratti poetico e toccante, la miseria, il dolore, la speranza, la gioia, insomma, la vita della persone che abitano una piccola strada di Firenze tra le due Guerre. In generale, consiglio a tutti di leggere Pratolini, perché scrive in un bellissimo italiano, come solo i grandi scrittori sanno fare.
Deijijv
(12/05/2020) -
Voto: 5/5
Un magnifico affresco della vita in un quartiere popolare di Firenze negli anni dell’ascesa del fascismo.
Ades
(18/02/2020) -
Voto: 4/5
ll libro racconta la vita in una strada popolare della Firenze tra le due guerre mondiali e via del Corno, dove tutto è ambientato, si presenta come fosse circondata da quinte teatrali. Ne conosciamo le dimensioni con esattezza: lunga «cinquanta metri e larga cinque; è senza marciapiedi»; è una strada che diventa «un Politeama». E, proprio come in teatro, dei personaggi che si allontanano dal palcoscenico quasi si perdono le tracce, poiché, nella composizione di questo affresco, il singolo è funzionale al tutto. Pratolini scrive molti anni dopo aver vissuto in quelle case; egli è stato un "cornacchiaio", ma non è più partecipe di quelle esperienze, non svolge più mestieri umili e manuali, non frequenta i bar lungo la via: egli siede a tavolino e lavora di intelletto. Coerente dunque la scelta della terza persona, con un narratore che si fa regista e tenta di raccontare non più solo le singole vicende ma, attraverso quelle, le sorti di tutta la comunità, che coincidono poi con quelle dell’intero quartiere, alla città, alla nazione. Via del Corno è dunque emblema di vicende italiane (la consacrazione del potere fascista, la clandestinità delle opposizioni) e di sentimenti universali: l’amore, la solidarietà, le rivalità tra uomini. Un tentativo di interpretazione della storia tutta, dunque, sebbene attraversato da una troppo netta distinzione tra chi sta dalla parte del bene e chi da quella del male. Consigliatissimo
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