Cronache di poveri amanti

Romolo Ricapito (23/07/2018) - Voto: 3/5
E' un classico, ma molto impegnativo nella lettura e quindi non scorrevolissimo per i troppi personaggi che sinceramente non ho capito o meglio identificato nelle dinamiche soprattutto nella seconda parte: eccessivi elenchi di nomi femminili etc...In questo disordine narrativo ho apprezzato il personaggio a tinte forti della Signora, perchè molto riuscito. Non è un libro molto attuale e non lo consiglierei tranne che a studiosi o interessati al periodo storico.
tower73 (08/05/2018) - Voto: 5/5
Chi mi ha preceduto nelle recensioni parla di un libro facente parte della migliore letteratura italiana del '900 e io mi dichiaro totalmente d'accordo. A tutti gli esterofili dico di dare una possibilità agli scrittori italiani, ci sono delle vere perle che meritano di essere lette e naturalmente questa opera è uno di queste
angelo (04/05/2018) - Voto: 5/5
Ingredienti: una strada in centro a Firenze negli anni ’20, i mestieri, abitudini, relazioni dei suoi umili abitanti (i “cornacchiai”), piccoli eventi quotidiani nei primi anni del fascismo, vari tipi di amore (coniugale, extraconiugale, omosessuale) a creare sconvolgimenti, nascite e morti. Consigliato: agli amanti di Firenze e della miglior letteratura italiana del novecento, a chi rimpiange la vita per le strade e nei quartieri.
Hyeronimus52 (11/02/2017) - Voto: 4/5
Da poco tempo ho riscoperto Vasco Pratolini, uno dei pochi scrittori italiani del dopoguerra capace di "prendermi" con i suoi romanzi, le sue storie del popolo fiorentino, gli affanni, gli amori, le gioie e le sofferenze dei singoli elevati a campione della collettività italiana nel ventennio fascista. Quest'ultimo libro, racconta le vicende degli abitanti proletari di una via di Firenze tra gli anni venti e trenta del secolo scorso ed è impossibile, fin dalle prime pagine, non calarsi in via del Corno e vivere insieme ai tanti protagonisti le loro disavventure quotidiane, l'aggressività fascista nel suo pieno affermarsi, le difficoltà sociali ed economiche degli italiani di quel periodo storico. Un romanzo che, come si usa dire, si legge d'un fiato e lascia un po' di dispiacere quando lo si è concluso.