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L' anniversario
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Cristina
(25/08/2025) -
Voto: 4/5
"Non mi è ancora chiaro se mio padre abbia realmente picchiato mia madre", nonostante la telefonata dei vicini alla polizia, la porta dell'armadio scaraventato in soggiorno, la ferita sanguinante sulla testa della madre. E' la storia di un uomo ragazzo, di un figlio, sempre figlio, traumatizzato da un padre violento e una madre complice del marito. Ci sono vuoti nel racconto, lui non ricorda, non può ricordare e quelle amnesie sono "romanzate", colmate da supposizioni più o meno realistiche. La voragine è grande, così grande da provocare spasmi e tremori. E allora, almeno per il protagonista, la rinascita può avvenire solo in un luogo fisico e psicologico dove la famiglia non può esistere.
Nica
(21/08/2025) -
Voto: 5/5
Lettura non facile e allo stesso tempo ineguagliabile per contenuto e stile. Uno “spaccato” di famiglia in cui, ho la certezza, molti possono riconoscere e riconoscersi, totalmente o in parte. Scritto con un linguaggio raffinato, attento alle parole e ai particolari, lo scrittore è riuscito a farmi entrare e percepire lo stato d’animo di tutti i personaggi. La puntualità con cui vengono portati alla luce temi quali patriarcato, violenza, paura, accettazione (quale minore dei mali per se stessi e gli altri, dietro cui nascondersi o forse no), i segreti che permeano i contesti famigliari e che sono ben sigillati tra le mura domestiche. Rinunciare all’eredità di un modello di padre problematico e di famiglia disfunzionale non è scontato, ci vuole coraggio; quel coraggio che arriva quando stai proprio male e consideri se annientarti del tutto o dire basta. “E non fa bene e non fa male”, stare alla fine in quella consapevolezza in cui le cose accadono e si può scegliere di cambiare, di andare incontro alla libertà e finalmente respirare.
fefi
(20/08/2025) -
Voto: 5/5
Bajani non cerca gli effetti speciali con le parole, né prova ad addolcire la pillola. E' un flusso di pensiero intimo e ragionato il suo, che unisce i puntini affinché si delinei l'immagine di una famiglia tossica e disfunzionale. I personaggi sono caratterizzati attraverso dettagli che, nella loro banalità, tratteggiano dei pattern ben comuni in famiglie simili a quella descritta ne 'L'Anniversario'. Nessun compromesso, nessun giudizio, ma solo la presa di consapevolezza di un figlio che può salvarsi in un unico modo. Aspettavo da tempo un libro che affrontasse un tema così spinoso, ancora troppo taciuto in una società tendente per tradizione al compromesso e alla giustificazione. Grazie Andrea!
Rebe
(18/08/2025) -
Voto: 5/5
Ho trovato questo libro inutile. Non è un vero romanzo non capisco cosa ci sia di bello oltre alla scrittura magistrale e la padronanza di linguaggio. Trovo poco interessante e privo il di empatia il contenuto. Onestamente credo sia un’occasione persa
Enza
(18/08/2025) -
Voto: 1/5
Senza tanti giri di parole: sconsigliato. Chi e’ padre o madre leggendo questo libro si augura che i propri figli non siano come il protagonista. Tutto un libro dedicato a denigrare o meglio criticare i genitori, un pretesto per poterli abbandonare, senza mai far trasparire un poco d’amore e di comprensione; il non coraggio di affrontare la realtà per dire loro di essere un alcolizzato con alle spalle pure un matrimonio fallito
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