La montagna incantata

Aleksandra (19/09/2019) - Voto: 5/5
"Malignità è la più tersa arma della ragione, contro le potenze delle tenebre e della bruttezza, è lo spirito della critica e la critica è l'origine del progresso e della civiltà". Che dire, ogni commento sarebbe superfluo e inadeguato accostato alla grandezza di tale opera.
roberto (11/07/2019) - Voto: 3/5
Uno dei vertici della letteratura del Novecento. Libro filosofico, nel senso che racchiude in sè il pensiero di un'epoca. Le tre stelle sono una sorta di media fra le 5 dovute al fatto che stiamo parlando di un capolavoro, e la singola stella dovuta alla noia mortale e sconfinata che ho accusato nel leggerlo. Uno dei libri più noiosi che abbia mai letto. Il protagonista assoluto della trama del romanzo è infatti la noia, la pesantezza di giornate tutte uguali fatte di rituali giornalieri costantemente ripetuti e che sospendono lo spazio e il tempo, all'interno di quel dannato sanatorio.
Simone Fontana (19/04/2019) - Voto: 5/5
L'opera non si commenta, siamo tra le vette della letteratura. Tuttavia, una parola sull'edizione Corbaccio: è inspiegabile e fastidioso che non siano state tradotte in italiano anche le parti che Mann scrisse in francese, che nel romanzo non sono poche, anzi, molti importanti dialoghi risultano incomprensibili così...
Silvia (09/03/2019) - Voto: 5/5
Quando ho iniziato la lettura di questo libro, non sapevo che avrei scalato anch'io una montagna. È questa la sensazione che si avverte man mano che si procede nella lettura. Partirete anche voi per un viaggio inaspettato insieme al protagonista e giunti alla meta non sarete più gli stessi. Scritto in maniera sublime.
Sara (08/03/2019) - Voto: 5/5
Esposizione magistrale delle correnti di pensiero all'inizio del 900 che è riassunto nelle schermaglie verbali tra Settembrini e Naphta. Profonda riflessione sul tema della malattia e della morte,è un incalzante e convincente invito a non lasciarsi sopraffare dai pensieri parassiti ma di vivere la vita in armonia lasciandosi guidare da bontà ed amore. E' anche da leggere come una critica alla guerra in generale. Bella traduzione degli anni '60, però le preferisco quella nuova della Colorini per i Meridiani. Comunque una lettura impareggiabile.