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Il pendolo di Foucault
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T.
(16/12/2025) -
Voto: 5/5
una vertiginosa sinfonia di erudizione, di semiotica, storia delle eresie, cabala, occultismo, filosofia e cultura pop leggermente datata (per forza...), dimostrando una padronanza quasi oscena del sapere occidentale e insieme una lucidità spietata nel mostrarne il lato paranoico, la tendenza irresistibile a collegare tutto con tutto fino a perdere il confine tra interpretazione e delirio, tra gioco intellettuale e fanatismo. E tutto questo lo fa con una prosa a volte densissima, in altri punti ironica, in altri leggera o incalzante, con grande disinvoltura.
giacomina dingeo
(06/08/2025) -
Voto: 3/5
Romanzo su occultismo e esoterismo con una ciclopica trasfusione di erudizione... ma che non riesce ad emozionare il lettore. Troppo cerebrale.
Pablo
(13/08/2024) -
Voto: 4/5
Opera complessa, che rispecchia il suo artefice, tuttavia meno profonda di quanto ci si attenda. È pur vero che negli ultimi 40 anni la letteratura mondiale non ha espresso capolavori indiscutibili, per cui "Il pendolo" va apprezzato, soprattutto per quella lingua ricercata che sempre meno autori sanno e sapranno esprimere. Le tematiche complottiste meritano analisi accurate.
Biagio
(16/12/2023) -
Voto: 3/5
Se fosse stato 400 pg sarebbe stato solo divertente, ma così è veramente noioso e ripetitivo, nonchè inconcludente e irrealistico. irrealistico non per le teorie bellissime e strampalate ma per la parte che Eco intendeva di routine, è la vita vera, quotidiana che Eco non conosce e nel romanzo infatti appare più bislacca quella piuttosto che le teorie incredibili che i protagonisti si sforzano di tessere per intortare lettori e pubblico. Eco ha passato tutta la vita a fare il filosofo, logico, razionale, ma ha poi riempito ogni sua opera di complottismo, occultismo e banalità. Che sia come i suoi iniziati che smentiscono le loro conoscenze? piuttosto credo invece che in primis fosse affascinato da quelle teorie, un po' ci credesse pure e poi deve vendere, e pur di vendere si scrive e si dice la qualunque. Insomma Eco, non sei proprio nulla di speciale, ma questo già lo sapevo.
Debora
(25/09/2023) -
Voto: 4/5
Ho scelto di approcciare questo libro in audiolibro, forse la scelta più azzardata. L’ascolto richiede massima concentrazione per questo interminabile libro, dalla narrazione fitta non tanto di eventi quanto di concetti, un entra-esci continuo dal qui e ora al prima, dal passato storico al passato leggendario al passato letterario. Personaggi che vivono in un continuo esercizio di ermeneutica, immersi e imbevuti nella superstizione, nella leggenda, nei rituali della massoneria o delle sette, alla ricerca del vero o della confutazione di esso. Un linguaggio iperbolico e frastornante, ricco e opulento, bulimico. La trama quasi scompare tra le parole e i viaggi per luoghi e tempi in passaggi azzardati che spesso sfuggono alla comprensione. Il tema del giallo (che sembra essere la partenza di questo libro) e il racconto vero e proprio, con gran sospiro di sollievo per il lettore, ritornano a due ore dal termine dell’ascolto. un libro esagerato e interminabile, ma che riesce a coinvolgere e affascinare nella sua estrema complessità. Non adatto a tutti
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